Vai ai contenuti

Menu principale:

Migole

Piatti Tipici
A Malonno, in Val Camonica, troviamo un eccellente piatto tipicamente montano, Le MIGOLE, in dialetto “briciole, pezzetti”.

Le MIGOLE prendono origine dal castagno, portato in Valle molti secoli fa e conosciuto fin dall’epoca romana sia per il legname e sia soprattutto per il frutto. Una pianta che ha anche il pregio di occupare spazi difficilmente utilizzabili per i cereali.
 
Proprio a Malonno la castanicoltura ha radici molto lontane, perche’ consentiva lo scambio con prodotti non presenti nel territorio e rappresentava una indispensabile risorsa alimentare per giovani e adulti: ricche di carboidrati complessi e fonte di minerali e di vitamine venivano considerate un cibo nutriente e saziante, ad alto valore energetico.

Una testimonianza della diffusione degli alberi di castagno si puo’ trovare nel “Catastico bresciano”, di Giovanni da Lezze, scritto nel 1609, dove si legge che Malonno “è abbondante di castagne”.

Ogni famiglia curava e sorvegliava le piante che in autunno producevano il frutto dal quale si ricavava farina da utilizzare in vari modi nei lunghi mesi invernali. Per questo la raccolta era scrupolosa e rispettosa dei confini delle varie proprietà, ad essa contribuivano anche i fanciulli, tanto che nel 1.800, per facilitare la loro partecipazione, le scuole avevano un inizio ritardato.

Le castagne raccolte venivano essiccate, adagiandole e spargendole sul soffitto fatto di legni leggermente aperti di una piccola stanza, in cui veniva acceso un fuoco mantenuto alimentato giorno e notte per circa un mese. (cusina de la grat)
 
Successivamente liberate dal loro involucro venivano portate al mulino, una volta macinate si otteneva la farina che poteva essere utilizzata in vari modi.

Uno di questi sono le MIGOLE, una sorta di polenta fatta con farina di castagne e, per risparmiarla, mescolata ad altre farine come quella ad esempio di grano saraceno; a fine cottura viene sminuzzata finemente (da qui la denominazione dialettale) e condita con panna o burro.

Viene in genere accompagnata a cotechini, salumi crudi e cotti e formaggi.


Bibliografia
Si ringraziano
Stefano Mariotti
Vicepresidente Pro Loco Malonnese
per la gentile concessione di immagini e informazioni
e il prof. Angelo Moreschi,
docente di Italiano e Storia,
per il supporto storico

RICETTA DI Stefano Mariotti
Vicepresidente Pro Loco Malonnese

La cottura preferibilmente deve avvenire su stufa o in caminetto a legna utilizzando un paiolo di rame o ghisa, no antiaderente.

Dosi per 6/8 PERSONE :
-          1,5  lt acqua
 
-          1,2  Kg di farina di castagne setacciata
 
-          600 Gr di farina di grano saraceno
 
-          250 Gr di burro - tassativamente casareccio
 
-          250 Ml di olio di oliva (no extravergine)
 
-          Sale grosso q.b.
-         La quantità di farina di castagne impiegata può variare a seconda del grado di dolcezza della stessa.

Versare l’acqua in un paiolo e portarla a bollore, aggiungere il sale, versare tutte assieme le farine precedentemente miscelate, aspettare che riprendano il bollore, quindi, con l’ausilio di una mescola iniziare a mischiare energicamente dal basso verso l’alto, versare l’olio e continuare a mescolare dal basso verso l’alto favorendo lo sbriciolamento della pietanza evitando di farla compattare.
 
Continuare l’operazione per circa 30/35 minuti al termine, continuando a mischiare aggiungere il burro a pezzetti, una volta assorbito il piatto è pronto per essere servito.
Torna ai contenuti | Torna al menu